Célestin Freinet (1896 – 1966) è stato uno dei grandi educatori del Novecento. Insieme agli altri insegnanti della sua rete cooperativa ha ideato per la scuola modalità di lavoro regolate dalla presenza di un patto collettivo fondato su due fattori: l’ambiente, cioè la creazione di una comunità al servizio di tutti e di ciascuno, i materiali e le “tecniche”, cioè pratiche finalizzate e materiali messi a disposizione per realizzarle. Le “tecniche” sono “istituzioni” perché si realizzano all’interno di un progetto collettivo, sono formative perché permettono, attraverso il “fare”, di acquisire un sapere. La classe cooperativa non è regolata da un ordine formale. È un ambiente vivo e aperto, pronto a cogliere tutte le occasioni possibili per apprendere.

Célestin Freinet

 

Qui sotto potete leggere:

- una mia breve presentazione di Célestin Freinet. 

- Célestin Freinet: les combats d'un pédagogue (francese): la storia di Célestin Freinet, delle sue lotte e del movimento cooperativo che si sviluppò a partire dalla sua esperienza educativa.
- Le mie slides di presentazione dei principi e delle pratiche della pedagogia Freinet.
-  Un video in cui si può vedere  e ascoltare  un mio webinar  sulla pedagogia Freinet  (pagina you tube dell'editore Armando).
-  Il mio articolo La classe cooperativa: principi e tecniche. Sulle orme di Freinet,  pubblicato sul n.1/2020 della Rivista Cooperazione Educativa (La Rivista del MCE).
-  La pedagogia Freinet presentata dal Movimento spagnolo (MCEP) in un ebook scaricabile: La pedagogia Freinet. Principios y Técnicas de Trabajo.

- Alcuni estratti di testi in cui Celestin Freinet spiega la sua filosofia educativa  e traccia alcuni aspetti della sua pratica didattica (testo libero e complesso di interessi). 

- La traduzione italiana (curata da Alain Goussot) de Le invarianti pedagogiche. “Le invarianti pedagogiche” è un breve testo in cui Celestin Freinet sintetizza alcuni principi (invarianti) della sua  "Scuola moderna". 

- Un documentario di Séverine Liatard e Séverine Cassar su Célestin Freinet (con interventi dello stesso Freinet) trasmesso da France Culture (in francese). Protagonisti:  Philippe Meirieu (Docente di scienze dell'educazione), Guy Goupil e Michel Barré, ex insegnanti del Movimento Freinet. 

-  Un documento audio/video di France Culture (lingua francese)  in cui lo stesso Freinet presenta la sua pedagogia.

--  Un breve film in cui Philippe Meirieu presenta la pedagogia Freinet (francese).
- Guy Goupil (insegnante e già Presidente degli Amis de Freinet) presenta Célestin Freinet e la sua pedagogia (video).

La scuola laica, cantiere della democrazia

Qui sotto il testo italiano dell'estratto dell’intervento di Célestin Freinet al Congresso dell’Institut coopératif de l’école moderne tenutosi a Brest nel 1965 il cui tema era “La scuola laica, cantiere della democrazia”. Nella registrazione audio  (sotto a  sinistra) l'intervento di Freinet è tra il mn. 24.11 e il mn. 25.45.

Qui sotto  la copertina e  una breve presentazione del mio libro Pedagogia cooperativa. Le pratiche Freinet per la scuola di oggi (Armando, 2021).  Il volume, che esce con il logo del Movimento di Cooperazione Educativa (MCE), può essere acquistato in formato cartaceo o digitale sui siti online (Amazon, Ibs, ecc.) o sul sito dell’editore. Su Amazon e sul sito dell'editore può essere acquistato anche con la carta del docente.

 V. https://www.armandoeditore.it/catalogo/pedagogia-cooperativa/

Il libro è prenotabile anche nelle librerie.

 

Enrico Bottero, PEDAGOGIA COOPERATIVA.Le pratiche Freinet per la scuola di oggi, Roma, Armando, 2021

 (prefazione di Philippe Meirieu)


Una buona pedagogia deve formare persone libere e pensanti, capaci di vivere insieme in una democrazia. Oggi, nella società dei consumi, è ancora più importante formare soggetti razionali (sapere aude, diceva Kant) ma non insensibili, con una razionalità radicata nei vissuti, nelle relazioni, nei sentimenti personali, nelle passioni collettive, nelle pratiche.

Le pratiche delle pedagogie cooperative, quelle di Freinet in particolare, sono sempre più attuali. Oggi, dopo molti anni dalle prime esperienze, è necessario metterle in relazione con le loro finalità etico-politiche e con le ricerche didattiche realizzate nel corso degli ultimi decenni. Sia la ricerca didattica che le pratiche della pedagogia Freinet si situano nel solco del processo dell’”apprendere”. È quindi logico coniugarle tra loro. Solo un sistema in grado di mettere in relazione pratiche didattiche e principi di riferimento può offrire agli insegnanti l’occasione di superare definitivamente le routine consolidate della “forma scolastica”. In questo modo, la pedagogia attiva e cooperativa può sfidare alla radice quella tradizionale, la cui forza è legata alla sistematicità e uniformità dell’attuale organizzazione del lavoro nella scuola.

Nella prima parte del volume si indagano i principi di fondo: l’educabilità di tutti, la responsabilità, le questioni dei saperi e delle competenze, l’autorità educativa, la pedagogia differenziata, la valutazione formativa, i materiali e l’organizzazione  flessibile degli ambienti. 

Nella seconda parte si entra nel merito delle pratiche. Il quadro di riferimento è quello della pedagogia Freinet ma senza dimenticare i nuovi apporti del costruttivismo. Alla pedagogia del progetto si affianca così la pedagogia del problema, con cui ci si propone di lavorare per situazioni di apprendimento finalizzate a favorire riorganizzazioni cognitive e la messa in discussione delle rappresentazioni mentali iniziali. Per costruire l’autonomia personale e “fare società” è anche necessario avere “istituzioni”. Non si può apprendere insieme se non si sa anche vivere insieme. Di qui la promozione di cooperative/consigli degli allievi, degli incarichi di responsabilità, dei rituali di organizzazione del tempo, dello spazio e dei comportamenti. A ciò si aggiunge una pedagogia differenziata con cui si organizza in modo flessibile il tempo scuola alternando attività collettive, individualizzate o di gruppo. In questo quadro è determinante la scelta a favore della valutazione formativa e di una valutazione sommativa a valore formativo realizzata sulla base di “unità di valore”(brevetti e capolavori) in sostituzione di valutazioni classificatorie. Per dialogare con gli altri, anche in pedagogia, è necessario condividere un linguaggio. Il volume si conclude pertanto con un glossario dei termini che rinviano ai concetti e alle pratiche presentati nel testo. Il volume è destinato a insegnanti, studenti, ricercatori e formatori, Le sue due parti si integrano a vicenda: le pratiche, infatti, sono utili (e dunque efficaci) solo se si collocano all’interno di un sistema coerente, di una nuova “forma scolastica” che si proponga come valida alternativa a quella su cui si fonda la pedagogia tradizionale.

Qui sotto l'indice del volume.

Ringrazio gli insegnanti del Movimento di Cooperazione Educativa che, con i loro contributi, mi hanno permesso di arricchire le esperienze presentate nel volume (in particolare, Sonia Sorgato, Erika Valentini e Gabriele Recchia).

Tipografia scolastica

Ragazzi di una classe cooperativa al lavoro nella tipografia. Fonte: Associazione Amis de Freinet : https://www.asso-amis-de-freinet.org/Altre foto dono disponibili sul sito dell'ICEM: https://www.icem-pedagogie-freinet.org/node/6620

Le esperienze di Célestin Freinet hanno dato vita a movimenti cooperativi diffusi in molti Paesi del mondo: in Italia il Movimento di Cooperazione Educativa (http://www.mce-fimem.it/), in Francia l'Institut Cooperatif de l'école Moderne (https://www.icem-pedagogie-freinet.org/). Tutti i movimenti  fanno parte di una Federazione internazionale, la FIMEM (https://www.fimem-freinet.org/). Per approfondire una delle tecniche, le creazioni matematiche, v. il sito di un gruppo MCE curato da Donatella Merlo (https://creazionimatematiche.com/). 

 

Le pedagogie che hanno un alto ideale di umanità non piacciono al Ministero dell’Educazione Nazionale francese

Qui sotto un'intervista a Philippe Meirieu. L'intervista nasce in occasione della solidarietà che Philippe Meirieu ha espresso nei confronti di Hèlène Careil, un’insegnante dell’ICEM (pedagogia Freinet) che è stata trasferita d’ufficio dal Ministero dell'Educazione Nazionale francese. Nella sua scuola la maggior parte degli insegnanti praticano la pedagogia Freinet.

 

Pubblicazioni di Célestin Freinet in lingua italiana

Tutte le pubblicazioni, tranne l'ultima, sono esaurite. Speriamo di poter presto mettere a disposizione del lettore italiano qualcuno dei suoi testi. Una bibliografia completa delle opere di Célestin Freinet e sulla sua pedagogia in italiano e in francese è disponibile nel mio volume Pedagogia cooperativa (Armando, 2021).


Freinet, Célestin, I detti di Matteo. Una moderna pedagogia del buon senso, Firenze, La Nuova Italia, 1962.

Freinet, Célestin, La scuola moderna, Torino, Loescher, 1963.

Freinet, Élise, Freinet, Célestin, Nascita di una pedagogia popolare, Firenze, La Nuova Italia, 1963.

Freinet, Célestin,Le mie tecniche, Firenze, La Nuova Italia, 1969.

Freinet, Célestin, L’apprendimento della lingua secondo il metodo naturale, Firenze, La Nuova Italia, 1971.

Freinet, Célestin, Saggio di psicologia sensibile applicata all’educazione, Volume I, a cura di Roberto Eynard, volume I, Firenze, Le Monnier, 1972.

Freinet, Célestin, La scuola del popolo, Roma, Editori Riuniti, 1975.

Freinet, Célestin, L’educazione del lavoro , Roma, Editori Riuniti, 1977.

Freinet, Célestin, L’apprendimento della scrittura, Roma, Editori Riuniti, 1978.

Freinet, Célestin, L’apprendimento del disegno , Roma, Editori Riuniti, 1980.

Freinet, Célestin, La scuola del fare, a cura di Roberto Eynard, Bergamo, Junior, 2002.

Freinet, Célestin, Saggio di psicologia sensibile. Rieducazione di tecniche di vita sostitutive,

volume II, a cura di Gemma Errico, Roma, Anicia, 2014. 

 

Sulle tecniche Freinet lette attraverso l'esperienza di Aldo Pettini, uno dei protagonisti delle pedagogia attive del Novecento e tra i fondatori della Cooperativa  per la Tipografia Scolastica (poi MCE), segnalo il bel volume di  Maria Rosaria Di Santo Al di là delle tecniche. La pratica educativa di Aldo Pettini, Milano, Prometheus, 2015. Nella prima parte il volume ricostruisce i momenti principali della storia del MCE. Più sotto i link a due mie interviste in video a Maria Rosaria Di Santo, autrice del volume. Qui sotto Il volume di Rinaldo Rizzi sull'esperienza  di Giuseppe Tamagnini, altro protagonista della pedagogia cooperativa e fondatore, insieme ad Aldo Pettini e a molti altri, della Cooperativa per la Tipografia Scolastica. Il volume (L'ideale e l'impegno. Giuseppe Tamagnini pioniere pedagogico della Cooperazione Educativa in Italia) è liberamente scaricabile al link indicato sotto.