EDUCAZIONE E INSEGNAMENTO

Pensieri e pratiche dell'educazione

Lo scopo di questo spazio web (senza pubblicità e senza alcun scopo di lucro)  è quello di offrire un contributo per  far crescere l’educazione e il sapere dell’insegnare attraverso il confronto degli insegnanti  tra loro e con il mondo della ricerca pedagogica.  Per approfondire le ragioni della mia scelta rinvio alla presentazione che potete leggere a questo link:

 

Lezione di filosofia. Miniatura dalle Grandes chroniques de France. Fine XIV secolo. Parigi 

 

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SUMMER SCHOOL IN CALABRIA

Dal 24 al 28 luglio 2017 ho tenuto n corso estivo a Roccella Jonica (Reggio Calabria). Il corso è stato organizzato dalla casa editrice La Tecnica della Scuola ( Catania). Vi hanno partecipato insegnanti provenienti dalle più diverse Regioni d'Italia. Il corso estivo si è rivelato  un momento importante di scambio tra persone che non si conoscevano e che probabilmente non  avrebbero mai scoperto, senza questa occasione, di condividere molti problemi pedagogici. Un laboratorio di pensiero e di pratiche  che continueremo.

PROPOSTE DI FORMAZIONE

Nel documento qui sotto metto a disposizione degli insegnanti e delle scuole alcune proposte di formazione. Le prime due (“Tensioni per una professione” e ” La classe:riferimenti per una pratica“) sono percorsi di riflessione sulle molteplici tensioni che caratterizzano l’attività dell’insegnante (con cui ha a che fare tutti i giorni) e sulla necessità di punti di riferimento per la pratica formativa. La terza proposta tratta dell’organizzazione di una sequenza didattica e dei momenti principali della sua realizzazione. Segue una proposta di formazione a partire dai testi del nostro patrimonio pedagogico (Gli educatori di ieri per gli insegnanti di oggi). Infine un percorso sulla valutazione, a partire dalla centralità della valutazione per l’apprendimento.

Chi desiderasse la mia presenza per l'organizzazione e a conduzione di questi percorsi  può scrivere a bottero@enricobottero.com.

La storia di Gianni

"Gianni aveva 14 anni. Svagato, allergico alla lettura, umiliato,adulto. I professori l'avevano sentenziato un delinquente. E non avevano tutti i torti, ma non è un motivo per levarselo di torno".

Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, p.16.

Anch'io ho incontrato Gianni. Ascoltava raramente. Alla più piccola occasione si alzava e usciva a farsi un giro oppure cominciava a insultare qualcuno. uno dei compagni più attenti a scuola. Non ne voleva sapere della scuola, non lo interessava e nelle attività di gruppo tendeva a provocare tutti. Ho insistito.  Ho dovuto intervenire quando si rischiava lo scontro violento.  La strada maestra è stata quella di organizzare il lavoro, impegnandolo a fare qualcosa che avrebbe potuto coinvolgerlo. Non ho però mai interrotto la discussione, non l'ho mai sospeso rivolgendomi alla Direttrice (che avrebbe goduto del mio insuccesso con un "gliel'avevo detto!") né bocciato. Ho sempre pensato che qualcosa si poteva fare. E' stato faticoso, lo ammetto e certamente ho fatto errori. Alla fine, non so se ci sono riuscito. Tanti anni dopo, sono ancora convinto che l'elemento decisivo è la scelta dell'insegnante di tentare di superare le difficoltà, non cedere all'insuccesso e al fatalismo . Comunque vada a finire. La pedagogia, in fondo, è tutta qui.